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Una strada, una storia

Via Nicola de Prisco

di Angelandrea Casale

(articolo apparso su “Il nuovo Vesuvio” nel novembre del 1986)

La stradina che collega via G. Della Rocca di Boscoreale con via Pompei e via Emanuele Cirillo, costeggiando ad est i bordi dell'ex Masseria dei Principi Vargas (cosiddetto Castello Sanseverino) è denominata dal 1930 circa Via Nicola De Prisco in ricordo del magistrato che assurse all'ambito grado di Primo Presidente di Corte di Cassazione.
Nicola De Prisco nacque a Boscoreale il 30 dicembre 1853, studiò legge presso l'Università degli Studi di Napoli, laureandosi in Giurisprudenza. Affrontò subito la carriera giudiziaria giungendo al grado di Primo Presidente di Corte di Cassazione. Morì il 21 ottobre 1921 nella sua villa a Boscoreale. L'Amministrazione comunale volle intitolargli la strada dove aveva la sua dimora, nel rione S. Francesco, e pose questa lapide presso la casa natia di via del Popolo (oggi via Ten. Angelo Cirillo), accosto al Cinema Minerva:


In questa casa
Nacque
Sua Eccellenza
NICOLA DE PRISCO
PRIMO PRESIDENTE di CORTE di CASSAZIONE
della Magistratura lustro e decoro
di questa sua terra onore e vanto
il Comune
ad eterarne la memoria
nel primo anniversario della morte
XXI ottobre MCMXXII


La famiglia De Prisco, una delle prime della cittadina vesuviana, ha dato al paese un folto stuolo di avvocati, medici, uomini di lettere, amministratori tra il 1800 ed il 1900.

Nicola de Prisco, Primo Presidente di
Corte di Cassazione, con accanto sua
moglie, la Baronessa Maria Pempinelli.

Ricordiamo l'Avv. Angelandrea, sindaco di Boscoreale nella seconda metà dell'800, i figli Pietro, avvocato, sindaco della cittadina dal 1898 al 1907, il su ricordato magistrato Nicola, il dottor Luigi, colonnello medico, l’On. Vincenzo, deputato liberale dal 1897 al 1904, scavatore di alcune splendide ville romane a Boscoreale, Boscotrecase e Scafati, fra cui quella detta del "Tesoro di Argenterie" oggi al Louvre di Parigi, il cav. Ferruccio, possidente, anch'egli scavatore di alcune ville rustiche nel territorio. Ancora oggi questa famiglia onora Boscoreale con validi professionisti ed uomini di cultura.

Tornando alla strada intitolata al Presidente De Prisco, dobbiamo ricordare che essa è di impianto ottocentesco. Infatti è raffigurata per la prima volta su una carta de contorni del Vesuvio, dell'allora costituito Ufficio Topografico del Regno d'Italia, del 1865. Tale strada attraversava giardini tra case sparse e l'unica dimora di un certo interesse era la cosiddetta "Casa Forte", appartenente alla famiglia omonima, posta in un cortile ad est della strada. Non conosciamo la denominazione della strada fino al 1930 circa quando fu intitolata al De Prisco. Proprio sull'incrocio della strada con via Pompei e via E. Cirillo alla fine dell'800 il De Prisco si fece costruire la bella villa, sua dimora di campagna fino alla morte.

Villa de Prisco, a Boscoreale.

Nicola De Prisco era coniugato con una nobildonna napoletana, la baronessa Maria Pempinelli, che visse a lungo, dopo la morte del marito (1921), a S. Pasquale a Chiaia, venendo a villeggiare di tanto in tanto a Boscoreale. Una curiosità. Nella villa De Prisco, oggi proprietà di Palma "transitarono" molte antichità pompeiane provenienti dagli scavi delle ville rustiche effettuati dai fratelli del Presidente, On. Vincenzo e Ferruccio. Infatti un affresco riproducente Venere pompeiana, un altro riproducente Bacco, un mosaico a fondo rosso, nonché alcune suppellettili provenienti dalla villa rustica del fondo d'Acunzò, erano depositati nel salone della casa. Vi restarono a lungo fino agli anni cinquanta quando scomparsa la vedova De Prisco passarono nelle “Collezioni di Paul Getty” di Malibu in California.

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