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Pur illustrando, come la Coppa "di
Augusto", avvenimenti storici, questa coppa è
sensibilmente diversa dal suo pendant. La narrazione infatti
prosegue in apparenza da una faccia all'altra: è un corteo
trionfale. Un imperatore, senza dubbio Tiberio, è in piedi su
una quadriga, reggendo uno scettro e un ramo d'olivo; dietro di
lui, conformemente al cerimoniale tradizionale, uno schiavo lo
incorona d'alloro. Un toro precede il carro, pronto al
sacrificio. Questo tema viene rappresentato sulla seconda
faccia: l'animale è abbattuto davanti a un tempio, in presenza
di un personaggio in abbigliamento militare, disgraziatamente
troppo danneggiato perché lo si possa riconoscere. Nei dettagli
l'interpretazione non è del tutto chiara. Questa coppa e la
precedente sono state eseguite durante il regno di Tiberio. E.
Kiinzl, in uno studio ancora inedito, ha giustamente
sottolineato la diversità di spirito esistente fra le due serie
di immagini: le ultime due difatti, molto concrete, sono anche
molto più tradizionali delle prime. |