
Salvatore di Giacomo
e le ville romane di Boscoreale
di Angelandrea Casale
Alla
fine dell'Ottocento Boscoreale
era un tranquillo paese adagiato dolcemente alle falde vesuviane. Anche allora,
come nell'antica Pompei, l'attività maggiore dei suoi abitanti era costituita
dalle occupazioni agricole, prima tra le quali la produzione del vino. Ad essa
seguiva una intensa produzione di frutta e verdura, i quali prodotti
alimentavano il mercato napoletano. Inoltre il nostro paese era anche
conosciuto, in confini molto limitati, per l'industria estrattiva della pietra
vesuviana, con la quale si stendevano le strade o si ornavano i palazzi più
signorili. Questa era la situazione della cittadina quando d'improvviso ad opera
di scavi archeologici effettuati dall'avv. Vincenzo De Prisco, scavi
ricchi di ritrovamenti di sommo interesse ed accompagnati da vicissitudini
incredibili a pensarsi, Boscoreale passò dall'angusto limite provinciale
alI'attenzione e quindi alla conoscenza
del vasto pubblico mondiale e degli studiosi di archeologia e storia romana.
Sui maggiori giornali del mondo comparve il nome della nostra città legato allo
splendido Tesoro di argenterie, rinvenuto nella villa romana di contrada
Settetermini e venduto dal De Prisco clandestinamente (si
veda nota al riguardo) in Francia (1895), nonché agli incantevoli affreschi
megalografici che adornavano le pareti della c villa di P. Fannio Synistore
rinvenuta sempre dal De Prisco in contrada Grotta (1900).
In questo frangente si inserisce anche la personalità di Salvatore
di Giacomo.
Egli al tempo dei rinvenimenti boschesi oltre ad essere un brillante poeta,
scrittore e drammaturgo, era anche un affermato giornalista, tanto da
collaborare a più di cinquanta tra riviste e giornali.
Proprio in veste di giornalista egli si interessò nel 1895 del rinvenimento
della cosiddetta villa del Tesoro di Boscoreale o villa di Lucio
Cecilio Giocondo, scavata dal De Prisco
tra il 1894 ed il 1899 in un suo fondo in contrada Settetermini, pubblicando due
articoli sul Corriere di Napoli, il primo in data 10 luglio dal titolo Gli
scavi di Boscoreale, il secondo in data 18 luglio intitolato Il Tesoro di
Boscoreale. Un terzo articolo, ben più lungo, scritto dopo la visita allo
scavo di Boscoreale, dal titolo La Villa d'un
Pompeiano a Boscoreale apparve sul numero dell'agosto 1895 della
rivista mensile La Tribuna Illustrata edita a Roma.
Con la scoperta della cosiddetta villa degli affreschi di Boscoreale o villa
di P. Fannio Synistore, scavata dall'On. Vincenzo De Prisco nel fondo
Vona in contrada Grotta, nel 1900, il nostro scrittore dopo essersi recato sul
luogo stese a proposito un lungo articolo dal titolo Gli affreschi di
Boscoreale, pubblicandolo sul numero di dicembre dello stesso anno della
rivista mensile Emporium, edita a Bergamo.
Nel pubblicare i due articoli sulle riviste La Tribuna Illustrata ed Emporium
il di Giacomo curò anche un'ampia documentazione fotografica per aggiungere
maggiore vivacità ai testi.
L'articolo La Villa d'un Pompeiano a Boscoreale
fu corredato da 17 illustrazioni, mentre quello su Gli affreschi di Boscoreale
ne ebbe 12.
Nel presentare, in occasione delle Celebrazioni Digiacomiane svoltesi a
Boscoreale e Boscotrecase, questi due articoli, abbiamo ritenuto corredare il
primo di note esplicative e di 16 illustrazioni riguardanti la pianta della Villa
del Tesoro e alcuni oggetti in essa ritrovati. Delle illustrazioni 9 sono
tratte dalle foto originali dell'articolo digiacomiano, 6 da testi scientifici
ed 1 gentilmente offertaci dal geom. Giuseppe Ametrano e scattata nella Sala
del Tesoro di Boscoreale al Louvre di Parigi. Per il secondo articolo,
anch'esso arricchito di note, si è stabilito un corredo di 13 illustrazioni che
interessano questa volta la villa di P. Fannio Synistore, dei calchi
della villa del Tesoro e la pianta del suburbio pompeiano. Di esse
6 sono prese dalle foto originali dell'articolo e le rimanenti 7 attinte da vari
testi.
Il Centro Studi Archeologici con questa pubblicazione ha inteso dare un
contributo, anche se modesto, per onorare il ricordo del grande scrittore
napoletano il quale nella sua vasta attività culturale si è interessato, come
abbiamo innanzi visto, della nostra cittadina.
Infatti i suoi articoli qui riproposti valsero a far conoscere meglio Boscoreale
e le sue eccezionali ville rustiche con i reperti in esse trovati, i quali
ancora oggi, a vanto del paese, sono oggetto di studio e di ammirazione per
tutti quelli che, amanti del bello e dell'arte, si recano a visitare i nostri
Musei e quelli stranieri.
L'autore sente il dovere di ringraziare l'Amministrazione Comunale di Boscoreale,
il cui contributo ha permesso la presente pubblicazione, il Prof. Carlo
Giordano, il Sig. Pietro De Prisco, il Dott. Carlo Dati, il Geom. Francesco
Riccio e il Sig. Giuseppe De Angelis per la loro cortese collaborazione.